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Da Brescia a Taranto, chi ci salva dall'inquinamento?

Il Consiglio di Stato perde una grande occasione e rigetta la sentenza del Tar di Lecce, la quale imponeva la chiusura dell’area a caldo delle acciaierie ex-Ilva di Taranto.
Una nuova sentenza dai diversi significati: l’inquinamento emesso dal ‘grande mostro’ non si fermerà e, così, si è deciso di favorire, ancora una volta, l’interesse economico di fronte alla salute dei cittadini.
Il conflitto tra Stato e popolazione tarantina, quindi, non si placa.

E la salute dei cittadini, in primis quella dei bambini, rimane a repentaglio come viene sottolineato da diversi studi epidemiologici prodotti in questi anni dal Ministero della Salute, dal rapporto Sentieri dall’Istituto Superiore della Sanità, dell'Agenzia Sanitaria di Regione Puglia che hanno, a più riprese, documentato l’aumento di malattie oncologiche, mortalità e ricoveri proprio a partire dai bambini. 
Così conferma, anche, il recente studio pubblicato sulla rivista Nature sugli effetti di piombo e arsenico che hanno portato disturbi neurocomportamentali in 299 studenti che vivono nelle zone a forte pressione ambientale di Taranto.  

Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, commenta così la sentenza: “eppure non credo che un solo componente del Consiglio di Stato esporrebbe un nipotino a un rischio sanitario inaccettabile, ma ciò che non vale per la propria vita può essere fatto valere per la vita degli altri”. A questo link puoi leggere l’approfondimento sul nostro sito, insieme a tutte le nostre inchieste e articoli. 

E se a Taranto i bambini vogliono e hanno diritto a vivere lontani dall’inquinamento e in un ambiente sano, anche in Lombardia i cittadini protestano per la pessima qualità dell’aria nelle città: è proprio l’Agenzia Europea per l’Ambiente a pubblicare una mappa visuale della qualità dell’aria urbana, certificando che le città lombarde sono vessate dalle polveri ultrafini Pm 2,5 e tra le più inquinate d’Europa.

Infatti, la mappa indica i risultati dell’analisi di un campione di 323 città europee che conferma come la pianura Padana sia una delle aree più inquinate dell'intero continente europeo: Cremona è al 322° posto, Brescia al 315°, Pavia al 314°, Brescia al 306° e Milano al 303°. Lecco, al 222°, non se la passa meglio perchè la qualità dell’aria è comunque considerata ‘mediocre’. (I dati di Taranto non sono, invece, disponibili).
La Rete Ambiente Lombardia ha organizzato, così, un presidio di protesta per chiedere azioni urgenti per contrastare l’inquinamento e, a questo link, si può ancora votare la petizione “Apriti cielo!”.
Leggi il nostro approfondimento sul presidio, cliccando qui.

Noi continuiamo a monitorare le ingiustizie ambientali e siamo sempre al fianco delle comunità resilienti. 

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Rosy Battaglia e Nicola Petrilli

per Cittadini Reattivi APS

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