Copy
Condividi questa edizione
 

Quanto siamo stanchi?


Alzi la mano chi non si sente irrimediabilmente strano e affaticato nel disperato tentativo di radunare le forze, le energie, per fare qualcosa, qualsiasi cosa. Vi vediamo, siete in pochi.
Che poi le cose che si devono fare si fanno, chi più chi meno, ma l’intenzione con cui si fanno quella può essere piena, folgorante, elettrica o può essere vuota, trascinata e banale.


Eccoci vuoti, trascinati e banali nel nostro stato di quasi inettitudine di fronte al mondo che pare ricomporsi e stride con il passato prossimo e stride con-quanto-siamo-stanchi.


Ne ha parlato Marco Belpoliti nel suo ultimo pezzo su Doppiozero, ne ha parlato come ne hanno parlato altri, della stanchezza e di cosa l’ha preceduta e causata: riportiamo qui le sue parole… che siamo così stanchi di pensarci, di elaborare e di scriverne.

 

"(...) Stare segregati rende stanchi? Una delle cose che più colpisce alla fine di questo lungo periodo di confino è proprio la stanchezza. (...) all’improvviso si capisce che, nonostante il tanto tempo a disposizione, abbiamo combinato ben poco. 

È subentrata alla operosità una forma di inoperosità, non nel senso che non ho fatto nulla, ma che ho fatto tante cose, tutte appartenenti al lato inoperoso dell’operosità, ammesso che questo lato esista. Qualcuno ha detto che è stata, salvo angosce vere o presunte, paure, ansie continue, problemi posti dalla convivenza in spazi ridotti, una sorta di lunga vacanza, nel senso etimologico del termine: eravamo vacanti. Vacanti rispetto alla vita e alla morte, nella possibilità sempre possibile, o probabile per tanti, del contagio, ad opera di un organismo vivente invisibile, che ha usato e continua a usare gli esseri umani come un mezzo di trasporto. Il virus che saltava dall’uno all’altro di noi, facendo anche morti in questo balzo, è un’immagine che ho avuto davanti agli occhi più volte in queste settimane. Siamo stati il suo tram, la sua metropolitana, il suo treno, o solo la sua bicicletta. Eppure in questa zona di mezzo tra il vivere come prima e il vivere come dopo, che ancora non conosciamo, è accaduto qualcosa. Si è arrestata la “valorizzazione sociale del tempo”: il tempo messo a reddito. Di questo probabilmente si tratta: è stato e continua a essere un tempo sospeso; e non solo per la ragione che eravamo tutti in attesa di uscire dalla pandemia, di uscire dalla paura del virus, di uscire di casa. (...)"


Come l’anno scorso, di questi tempi, quando usciva un’edizione dal titolo “Che fatica”, rieccoci in questo nuovo mondo che ci si è materializzato davanti, fiacchi e spossati, di nuovo.

Ad altre domande,
e forse pure a questa,
risponderanno
01-ART-ENG (Quartz, Patrick deHahn)
02-ART-ENG (Design Notes, Kara Kane and Martin Jordan)
03-PRO-ENG (What Design Can Do, Natasha Berting)
04-ART-ENG (Medium, Maddie Stone)
05-ART-ENG (Medium,RJ Andrews)

e tu che mascherina sei? mentale, charmant, relax, cappellino, accessoria, precauzionista, apocalisse, anarchica


01-ART-ENG
Nei panni degli altri

 

Sentirsi esausti dopo una videochiamata è una sensazione ormai familiare che prende il nome di “Zoom Fatigue”. Uno sforzo che per la comunità dei sordomuti è da sempre una costante quotidiana, proprio perché, come noi nelle call, sono abituati a gestire insieme una serie di stimoli contemporaneamente: leggere il labiale, interpretare il linguaggio dei segni e quello del corpo. 


02-ART-ENG
Un passo indietro e cento in avanti

 

Anche da casa, i designer che lavorano per il governo britannico hanno un bel po’ da fare e da quando le condizioni sono cambiate, anche il loro workflow è stato stravolto. Prima di progettare per i cittadini, si sono concentrati sul ripensare il loro modo di lavorare attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti e metodologie digitali. Ecco come hanno gestito alcuni progetti importanti che riguardano la formazione, le carceri e ovviamente, il virus.

 


03-PRO-ENG
Come si lavano le mani senza acqua?

 

Far fronte all’emergenza Covid in paesi dove i servizi igienico sanitari sono pari a zero è un bel problema, ma come spesso succede, è proprio da queste limitazioni che nascono le soluzioni più efficaci. In molti si stanno mobilitando per sviluppare prodotti innovativi e a basso costo nelle aree in cui anche l’accesso all’acqua scarseggia. Questo è il caso di un sistema creato in Ghana per lavarsi le mani in modo sociale.


04-ART-ENG
Solo se rigenerato, grazie!

 

In un momento come questo ci saremmo aspettati di vedere le vendite di smartphone e accessori tech schizzare alle stelle, e invece no. Computer, tablet, telefoni sono mezzi essenziali che permettono alle persone ricoverate di poter comunicare con i propri familiari e se proprio devono essere comprati, meglio usati! La donazione di vecchie tecnologie ha portato il boom della riparazione.


05-ART-ENG
Le rose di Florence che rivoluzionarono la sanità

 

A poco più di una settimana dalla giornata mondiale degli infermieri, ricordiamo l’incredibile storia di Florence Nightingale, colei che creò l’infermiera moderna. È incredibile scoprire come Ms. Nightingale, ben 200 anni fa, si servì della data visualization per comprovare e presentare le idee che rivoluzionarono l’organizzazione del sistema sanitario: i suoi diagrammi a rosa, ad esempio, si rivelarono più coinvolgenti ed esplicativi rispetto a quelli classici a barre, per mostrare l’importanza di alcune pratiche d’igiene negli ospedali militari e convincerne gli intellettuali del tempo.

A venerdì prossimo,
la squad di DOW.


Consiglia Designer of what
Twitter
Instagram
Linkedin
Posta


Iscriviti
Clicca qui per non ricevere più la newsletter.

Email Marketing Powered by Mailchimp