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Domanda:

 

Dove si trova il tempo?


Sono passate da poco le 8 del mattino e ti prepari per affrontare l’ultimo giorno (ce lo auguriamo) della tua settimana lavorativa.
Anzi no, è Fashion Week, sicuramente più di uno a Milano smatterà pure questo week-end.
Ma abbandoniamo un attimo questa visione fisiologicamente milanocentrica che ogni tanto ci pervade e torniamo a noi, ultimo giorno della settimana lavorativa. 
Cosa hai fatto questa settimana?
Come più o meno tutte le settimane, dopo un risveglio controvoglia e una colazione abbondante, ciascuno di noi sei ha raggiunto il proprio spazio di lavoro e ha iniziato a fare le cose più disparate: una manciata di ordini per lo showroom, sudate impaginazioni, il calendario dei prossimi workshop formativi per le scuole di tutta Italia, nuove visioni e concept e prospettive per il furniture design, slalom spericolato tra pubblicità, video musicali e moda, trasformazioni di idee in www e questa newsletter (splendente, ma non unico, comune denominatore di noialtri).

Esatto, siamo noi, e adesso proviamo a capire come fa ad esistere un dove e un quando per un progetto come questo. Dove si trova il tempo?

- sui treni regionali esordisce Simi, laconica e visiva
- nelle mezz’ore che si tirano e tirano come elastici, le fa eco Alma, complessità gratuita 
- mentre cucino, esclama Fabrizio, uomo dalle mille risorse 
- il mattino ha il Dow in bocca, squilla Sara che è mattiniera e pure simpa

- tra le 22 e le 3.30am, notturno progettato che si dilata infinitamente, sono le parole di Elio, notoriamente bello e tenebroso. 


...a questo punto Vittoria interviene in un modo che non riporteremo, lasciando tutti sgomenti: si spalanca dal nulla una nuova dimensione, attraversiamo un portale difatti creato da questo misterioso intervento, ci finiamo dentro. 

Grazie Vittoria, adesso abbiamo tanto altro spazio per chiudere anche questa numero centoeuno.
Non sarà mai del tutto chiaro, ma è qui che si trova il tempo: in questi segmenti quasi fantascientifici che sono la versione avanzata delle nostre stesse quotidianità, momenti esistenti, ma in qualche modo avulsi dalla realtà, uno stadio intermedio di grazia e assoluta indipendenza, narcisistico ricercare, condiviso parlare e concreto restituire.

Ad altre domande,
e forse pure a questa,
risponderanno

01-FEST-ENG (Untitled, Demos Helsinki)
02-PRO-ENG (Pentagram, Atlas for Caregiving)
03-ART-ENG (Flipboard, Melissa Sterry)
04-ART-ENG (UX Collective, Carlos A. Scolari)
05-STU-ENG (Local Peoples, Melbourne, Australia)


 


01-FEST-ENG
Un piano decennale per il futuro

 

Untitled è un collettivo che si riunirà per la prima volta a giugno 2020 ad Helsinki. Il suo obiettivo è quello di creare nuovi contatti, conversazioni e alleanze inaspettate dove i protagonisti sono diversi tipi di attivisti. In un processo lungo dieci anni daranno forma al nostro futuro mettendo in atto sperimentazioni in grado di sfidare e magari risolvere la crisi sociale, politica ed ambientale dei giorni nostri. Non ci resta che sperare.




 

02-PRO-ENG
Dati importantissimi


In un mondo in cui il benessere dipende sempre più da scienza e tecnologia, diventa ancora più importante avere una buona conoscenza delle proprie forze, debolezze e della propria situazione emotiva. Mapping Ourselves è un progetto creato da Pentagram per Atlas for Caregiving. Si tratta di uno strumento per registrare umore e rete sociale di ognuno in modo da poter auto-analizzare l’impatto di determinate persone, luoghi ed attività sulla nostra vita e comprendere come migliorare la propria situazione, se necessario.




 

03-ART-ENG
Natura do it better

 

La biomimesi è lo studio dei processi biologici e biomeccanici della natura come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane. Fino a ora, gli esempi più lampanti sono il velcro, le superfici autopulenti ispirate alle foglie di loto e gli adesivi strutturali sviluppati a partire dal geco e da alcuni molluschi. Melissa Sterry si è occupata di raccogliere questi ed altri esempi in un unico database da cui prendere ispirazione.

 

 


04-ART-ENG
Dalle sacre scritture delle interfacce

 

L’interfaccia è il campo di battaglia di un conflitto in cui si incontrano il progettista e gli utenti. I designer hanno un’idea ben precisa di come vorrebbero che il prodotto venisse utilizzato, e raramente questa coincide con le interpretazioni e gli usi reali degli utenti. La stessa dinamica accade anche nelle macro-interazioni sociali (partiti politici, scuole, università, etc). Quindi: possono le attività del progettista e dell’utente essere considerate politiche?



 


05-STUDIO-ENG
Local Peoples

 

Local Peoples è uno studio di design strategico con sede a Melbourne che utilizza il design incentrato sull'uomo per aggiungere valore economico, sociale e ambientale alle organizzazioni e ai brand. Il loro focus si concentra su temi come il futuro della formazione e del lavoro, l’inclusione sociale, la crisi climatica, ristoranti zero waste e molto altro ancora. Local Peoples è certificata B Corporation. Olé!

A venerdì prossimo,
la squad di DOW.


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Designer of what · Grazie per la tua iscrizione! · Milano, Lombardia 20123 · Italy

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