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Qualche giorno fa è uscita su Netflix la terza stagione de Le terrificanti avventure di Sabrina, una serie tv che racconta le peripezie della giovane strega Sabrina Spellman e della dualità che vive tra il mondo dei mortali e quello degli inferi. A causa della stretta relazione con l’inferno e i suoi abitanti, si trova costretta a prendere delle decisioni che la mettono in difficoltà, perché opposte alla sua etica e ai suoi valori. Vivere nell’oltretomba non è facile, soprattutto se il tuo lavoro influenza migliaia di anime perdute. 

Sempre qualche giorno fa, negli Stati Uniti, ha fatto notizia una società di software produttrice di cartelle cliniche elettroniche, Practice Fusion, la quale dal 2016 portava avanti un accordo segreto con un importante produttore di oppioidi per progettare un software che spingesse i medici, tramite dark pattern, a prescrivere più oppiacei ai nuovi pazienti. La compagnia farmaceutica ha pagato un milione di dollari per un programma che ha intrappolato oltre 3.000 vittime, molte delle quali potrebbero essere diventate tossicodipendenti. Il software è stato utilizzato da decine di migliaia di studi medici: era diventato la normalità.

Morale della storia: da una parte abbiamo il personaggio di Sabrina che, nonostante il ruolo che ricopre all’inferno, cerca sempre di mettere gli interessi delle persone al primo posto, tenendo bene a mente le conseguenze delle sue azioni. Dall’altra il personaggio di Jonathan Malek, co-fondatore di practice Fusion, e tutto il suo team di progettisti che hanno tradito le persone a cui avrebbero dovuto badare, pazienti che stavano cercando delle cure. (!) 

Se il nostro settore, quello dei progettisti, comprendesse una licenza, tutti coloro che sono stati coinvolti in questa situazione sarebbero privati del loro diritto di esercitare la professione (oltre che spediti in prigione). 

La decisione adesso è vostra: in quale girone infernale collochereste Jonathan Malek e tutti i progettisti di Practice Fusion?

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Spietatamente green
ARTICOLO ENG  |  FASTCOMPANY ADELE PETERS

È il sogno degli smacchinati che vivono in città, in quanto sarà raggiungibile in bici e metro, ed è verde come non l'avete mai vista: si tratta dell'Ikea che sta per nascere a Vienna. Avrà una facciata piena di alberelli e zero, ma proprio zero, parcheggi, un vero edificio human-centered e con l’obiettivo di innescare nuove abitudini green nel mondo dello shopping.


  ➭ No parking 


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Il James Bond della design research
INTERVISTA ENG  |  THE HARD COPY MEETA MALHOTRA

Dopo aver ricoperto ruoli di leadership nel design in Nokia e in Frog, Jan Chipchase ha lanciato nel 2013 la propria società di consulenza: Studio D. Per lo Studio fare ricerca (sul campo) è un vero e proprio mindset. Nei loro progetti, attivi negli angoli più remoti della Terra, coinvolgono persone del posto che chiamano fixers, oltre alle guide locali, con le quali convivono insieme per tutta la durata del progetto.


  ➭ Un Deinococcus Radiodurans 


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Piccioni non solo viaggiatori
ARTICOLO ENG  |  BBC ANDREA SZÖLLÖSSI

I piccioni sono animali spesso disprezzati, ci sanno un po’ di zozzo ed hanno un’andatura piuttosto buffa, con un cervello di dimensioni di poco maggiori alla punta del dito indice. Eppure, diversi studi hanno provato che hanno una capacità di memoria visiva e lettura dell’immagine notevole. L’università dell’Iowa e della California hanno condotto degli studi sulla loro capacità di identificare masse tumorali da immagini di tessuti al microscopio. 


  ➭ Dr. Dolittle 


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La storia visiva delle proteste
ARTICOLO ENG  |  THE GUARDIAN PATRICK BURGOYNE

"I poster sono un mezzo potente perché non hanno barriere", dice Angelica Lippert, la curatrice del museo Poster House di New York, dove tre mostre riassumono l'impatto del poster sulla vita e sulla cultura delle persone. I loro gridi di protesta ci ricordano che, anche in una cultura odierna ossessionata dagli schermi, quando si vuole che la propria voce venga ascoltata non c'è niente di meglio che usare dell'inchiostro sulla carta.


  ➭ Off the wall 


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Spostamento verso il sociale
PROGETTO ENG  |  SHIFT DESIGN DESIGN

Un team da sogno di professoroni e ricercatori dell’università di Harvard affrontano il tema della salute pubblica basandosi sui principi della progettazione. Dall’epidemia di oppiodi agli ospedali del futuro, ecco come i metodi del design possono essere applicati alle urgenze più complesse e fondamentali della nostra epoca. Scordiamoci gli smartphone e le macchine per una volta.


  ➭ Rimboccarsi le maniche 


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