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Come si accorcia una distanza abissale?


Le prime pagine dei giornali di ieri (alcune più di altre) hanno celebrato l'assegnazione del Nobel per la chimica diviso equamente in due fra la biochimica francese Emmanuelle Charpentier e la chimica americana Jennifer A. Doudna.

Le nostre, per inciso, sono state presentate come le prima due donne a ricevere insieme un Nobel, con anche riferimenti molto simpatici al fatto che la tecnica da loro scoperta fosse una roba tipo “taglia e cuci” del DNA (cucito -> moda -> donne -> lol). Il loro lavoro sull’editing genetico è frutto di anni e anni di ricerca scientifica, tema sul quale abbiamo per un secondo focalizzato tutta la nostra attenzione.

Il mondo della ricerca è un mondo strano: per un ricercatore tutto comincia rimanendo esattamente dove sei, cioè dentro i confini del mondo accademico, e da un momento in poi ti pagano per studiare. Questo acquario conosciuto come università, di base non è messo benissimo, non si capisce bene se vuole venderti una formazione coi fiocchi o emulare il mondo del lavoro, questa fantomatica cosa astratta che arriverà dopo. Ti vendo gli ingredienti e poi te la vedi tu o ti passo direttamente la ricetta e magari ti metto in contatto con uno chef?

 

Una battaglia eterna tra conoscenze e competenze che imperversa per aule e corridoi, laboratori e vani per le macchinette. 


Ad ogni modo superata questa fase – se la superi, se ti interessa superarla – o te ne vai a gambe levate oppure cominci, appunto, a fare ricerca e quindi ad accumulare un tot di cose per scrivere degli articoli. Le pubblicazioni sono più o meno la cartina di tornasole della ricerca e una specie di bibbia del mondo scientifico, anche se ultimamente il moltiplicarsi delle riviste di settore edite soprattutto online ha prodotto un proliferare di informazioni (anche qui!!) e una letterale corsa ai paper che, come potete ben immaginare, ha sensibilmente abbassato il livello se non addirittura leso la fin'ora inattaccabile affidabilità di questo canale divulgativo.

 

Bolle di cristallo piene zeppe di parole e concetti super specifici che con tutta probabilità rimarranno sul livello della speculazione e dell’accademia pura.


Un rischio, questo, ampiamente scongiurato dalla Charpentier e dalla Doudna: tutt’altro che lontana dalla realtà e da un riscontro pratico, la loro attività di ricerca vanta tra le motivazioni dell’assegnazione proprio l’aver riportato un astruso tema della scienza di base come il tagliuzzamento del DNA, ai bisogni della vita reale come la lotta contro i virus.

 

Hanno accorciato una distanza considerata abissale, hanno trasformato un discorso speculativo in un progetto.


Ad altre domande,
e forse pure a questa,
risponderanno
01-PROGETTO-ENG (Wholegrain Digital, Website Carbon Calculator)
02-INTERVISTA-ENG (Eye on Design, Ksenya Samarskaya)
03-ARTICOLO-ENG (Medium, Dark Matter)
04-VIDEO-ENG (YouTube, Dave Hakkens)
05-PROGETTO-ENG (UX Collective, René Simonsson)


 


01-PROGETTO-ENG
Anche Internet consuma elettricità

 

Molta: per la precisione all’anno sono 416,2 TWh ovvero più dell’intero Regno Unito! Tante sono anche le emissioni di carbonio che vengono prodotte dalla rete in relazione al suo consumo. Per questo vale la pena tenere d’occhio l’impronta ecologica dei nostri siti web, proprio come quando si sceglie un frigorifero di classe A+++. Il Website Carbon Calculator di Wholegrain Digital è quello che fa al caso nostro.


02-INTERVISTA-ENG
Il poliziotto della decolonizzazione

 

Intervista al fondatore e attuale direttore dello Zimbabwe Institute of Vigital Arts (ZIVA), una scuola di design indipendente ad Harare, Zimbabwe. Saki Mafundikwa ci parla di fondi che non sono mai arrivati, politiche dittatoriali e decolonizzazione. La formazione online? Zoom è una parola totalmente sconosciuta. Ecco cosa vuol dire essere a capo di una grande scuola nel paese “sbagliato”.


03-ARTICOLO-ENG
Nuovi cittadini modello per il 2050

 

Per affrontare la crisi climatica, dobbiamo aumentare la capacità delle comunità di auto-organizzarsi e adattarsi a una nuova realtà. Uno dei modi per raggiungere questo obiettivo può essere quello di migliorare l'intelligenza collettiva di una comunità con l'intelligenza artificiale. Questa strada si chiama Civic AI ed è un progetto che coinvolge Dark Matter Labs e Lucidminds, sostenuto dal Centro per la progettazione dell'intelligenza collettiva di Nesta.


04-VIDEO-ENG
La sottile linea tra bioplastica e biodegradabile

 

Dave Hakkens, creatore di Precious Plastic, presenta la differenza tra bioplastiche e materiali biodegradabili, i quali sono spesso confusi o peggio considerati pari. Le bioplastiche, ahimè, non si decompongono naturalmente come ci piace pensare, anzi richiedono speciali strutture per il loro smaltimento. Un possibile soluzione, elaborata da Dave ed il suo team, sono ciotole composte interamente da materiali naturali, come caffè o bucce d’arancia, decomponibili subito dopo l’utilizzo.


05-PROGETTO-ENG
La telecinesi determinerà la fine di UI/UX Design?

 

Se pensiamo a tecnologie cervello-computer, può sorgere il dubbio che una volta passato questo traguardo tecnologico non avremo più bisogno di interfacce, ergo di designer. La risposta è no: il processo progettuale non ha il solo fine di assicurarsi che “tutti i bottoni funzionino”, anzi è responsabile del mantenimento della componente umana, empatica e compassionevole del prodotto e delle sue interazioni con le persone.

A venerdì prossimo,
la squad di DOW.


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