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Si può andare, ma da chi?


Ebbene, è arrivato il momento in cui, in teoria, potremmo uscire di casa. Questo momento, in pratica, è un tantino più complesso perché tira in ballo tutto un insieme di motivazioni, cose motorie, abitudini, gusti, doveri, necessità, sentimenti che, prima di questo periodo trascorso all’interno, costituivano il nostro relazionarci con l’esterno. 

Quello su cui ciascuno di noi si era bene o male settato prima che la pandemia accadesse, non c'è più: abbiamo dovuto rivedere le nostre impostazioni sulla base di un quotidiano nuovo e le motivazioni, soprattutto, quelle di adesso, stanno entrando in confusione con quelle di prima.

Ad essere in confusione, evidentemente, non è solo la voce che arriva dal dentro di noi più perplesso che mai: sicuramente non aiuta a fare chiarezza il gran polverone che arriva da fuori, dai decreti, dalle curve, dalle stime, dalle indicazioni, dalle strumentalizzazioni, dagli obblighi, dalle fasi, dalle date. Un polverone lontanissimo da un qualsiasi progetto sensato o ipotesi strategica valevole. Una supercazzola gigante.

Certe scelte di arbitrio disciplinare, una su tutte, l’indicazione della famiglia in senso stretto come unico ambito consentito di relazione (poi ritrattata non si capisce ancora bene come) sono state guidate da una bussola che certamente non va a scovare i suoi riferimenti lontano da ideologia, interessi economici dominanti, facilità di svolgimento. Stavamo per ritrovarci formalmente e ancora nella condizione in cui qualcuno avrebbe potuto scegliere i confini e la natura delle nostre relazioni affettive.


Avere il potere di poter determinare la vita affettiva di qualcun altro è inaccettabile.


Perché nel mezzo c’è già la vita che - per tutta una gamma di ragioni e relative conseguenze, esempio veloce, l’improvviso inizio di una pandemia - si occupa di fornire innumerevoli circostanze indeterminate prima ancora che indesiderate e questo può essere molto doloroso.

È in una condizione affettiva profondamente voluta e sana che nasce il dialogo benefico, il confronto e l’equilibrio. Ora più che mai siamo alla ricerca di equilibrio, ne abbiamo bisogno e i nostri affetti elettivi - le nostre persone, quelli che naturalmente prescindono la consanguineità - sono la nostra ultima speranza.

Anche questo tema - dopo il piccolo reveal finale di settimana scorsa - racconta di chi siamo, un altro elemento che c’è tra le cose del progetto DOW: la nostra età, la nostra generazione, quella che ancora fa i conti con i dogmi, i retaggi e le cecità di una classe dirigente infinitamente inopportuna.

Ultima cosa: si spera, in questa sede, di rivolgersi a chi nella vita ha potuto compiere e compie scelte autodeterminate circa la propria condizione affettiva, che ancora nel 2020 non è cosa scontata. 

Ad altre domande,
e forse pure a questa,
risponderanno
01-POD-ENG (Design Better, Joshua Seiden)
02-PRO-ENG (Files From Moria, MCAT)
03-ART-ENG (What Design Can Do, Natasha Berting)
04-ART-ITA (Medium, Roberta Tassi)
05-ART-ENG (Medium, Alberto Andreetto)


 


01-POD-ENG
L’importante è essere agili

 

In una chiacchierata con Joshua Seiden, coautore di Lean UX e Outcomes Over Output, impariamo quanto l’approccio agile allo sviluppo dei software sia importante nella loro progettazione. Ci insegna l’importanza di impostare gli obiettivi come risultati e non viceversa, ci ricorda quali errori commettiamo più spesso e ci avverte che andare veloci non è necessariamente il modo migliore per ottenere i nostri goal.


02-PRO-ENG
Quando restare a casa non è un’opzione

 

MCAT (Moria Corona Awareness Team) insieme ad un collettivo di artisti, filmmakers, scrittori e programmatori tedeschi ha creato la piattaforma Files From Moria, una raccolta di testimonianze sulla situazione a Moria, il campo rifugiati piú grande d’Europa, ribattezzato “prigione a cielo aperto” da Human RIghts Watch. La sensibilizzazione di questo tema è doppiamente importante durante una pandemia mondiale, quando in un campo per 3000 persone ne vivono 20000.


03-ART-ENG
Distanziamento sociale is the new black

 

Ai tempi del Coronavirus, ci sono realtà che fanno ancora fatica a gestire le loro attività on-line: per esempio, la Chiesa. In fondo, ci siamo stupiti un po’ tutti quando il sacro pontefice ha iniziato ad essere attivo su Twitter e questo sembra proprio il momento giusto per recuperare terreno sui social. Ci sono già alcune piattaforme che sono ansiose di aiutare e non è difficile immaginare il perché.


04-ART-ITA
Qualche chicca sul service design

 

In un mondo in crescita esponenziale, è sempre più evidente la necessità di osservare le cose nel loro insieme ed in forma di sistema. È così che nasce la professione del service designer e la sua responsabilità verso tematiche sociali ed ambientali. Si tratta di una figura nuova ed in continua evoluzione, analizzata in questo caso da Roberta Tassi, autrice del libro #ServiceDesigner.


05-ART-ITA
Quella volta che ho raccolto 25K in due settimane

 

Spesa Sospesa Nolo è una nuova iniziativa che, in tempi di restrizioni, vuole dare aiuto a chi ha bisogno e vive nei pressi della zona di Milano Nolo. La web app, che nasce quasi per caso da un annuncio di Alberto sul gruppo di Facebook del quartiere, mette in contatto persone che in questo momento non possono permettersi una spesa con qualcun altro che invece può offrirla. 
Non si sarebbe fatto niente se Alberto non fosse stato anche un interaction designer. 

A venerdì prossimo,
la squad di DOW.


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