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Immaginate distese di tavoli di vetro, cravatte, caffè precari tra le mani di stagisti tremolanti, mani sudaticce, finti appunti su tablet costosi, scrolling distratto, call in diretta da LA o NYC.
 

〉〉〉Pensate poi alle cene improvvisate, le conversazioni, i discorsi seri intervallati dai gossips e melense esternazioni d’affetto, richiami all’ordine, internet che non va perché la fibra non è arrivata, Londra che riceve un’ora dopo, Berlino che gracchia la voce, vinello ecc

C’è modo e modo di mettersi a fare il punto della situa, c’è modo e modo di riunirsi e capirci qualcosa, c’è modo e modo di osservare, analizzare, individuare e progettare.

In questo mondo del lavoro fluido e inafferrabile, indefinibile e “smart” è complesso - nel tempo e nello spazio - programmare e realizzare momenti di per capirci qualcosa e continuare senza lo scrupolo di aver solo accumulato montagne di polvere. ►Non è difficile, è che diventa sempre più necessario.

Allora è interessante parlare di questi meeting o incontri - scegliete pure come chiamarli in base al vostro interlocutore - e soprattutto di chi li fa.

Noi siamo amici e siamo l’emblema della vita privata che ha un po’ fuso i suoi confini con quella professionale, siamo simboli contemporanei.

Di storie come la nostra ce ne sono, perché le figure professionali soprattutto - badate! - quelle legate al mondo della creatività risentono di questo trend.

Ci leggiamo qualche storiella di Robin Noguier
, che ha intervistato “creativi” di professione di tutto il mondo (preghiera: non storcete il naso come quando tra i Gin Tonic di NOLO ci si gloria d’esser “creativi” di Milano, amen).

Altre cose creative e non:
La poesia del codice
; dilemmi su libri e fruizione ; italiani innovatori su podcast ; questioni di update .

PS noi non siamo creativi, ma un po’ pure si, boh, basta dire creativi, ciao. 

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Sicuramente non parliamo di lavori noiosi
PROGETTO ENG  |  ESPERANTO DESIGN ROBIN NOGUIER

Il designer francese Robin Noguier ha incontrato, intervistato e realizzato un ritratto per ogni creativo di ogni paese in cui ha viaggiato durante l’ultimo anno. L’obiettivo era dimostrare che ognuno ha una storia interessante da raccontare sulla propria vita e sul proprio lavoro, da qualunque luogo del mondo provenga. Il suo progetto mette in luce in particolare i talenti e certe industrie del design che a volte vengono sottorappresentate.


  ➭ Aneddoti 


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Quando il Bauhaus si incontra con il codice binario
ARTICOLO ENG  |  AIGA EYE ON DESIGN LIZ STINSON

Il codice è uno strumento, ma allo stesso è anche un mezzo visivo, come l'illustrazione o la scultura, che nelle giuste mani può creare qualcosa di artisticamente evocativo. Poetico, anche. Dagli anni '60, scienziati e informatici artisticamente inclini e artisti e designer scientificamente inclini hanno programmato dei computer per progettare opere impossibili da realizzare con un semplice pennello.


  ➭ Codice su tela 


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Se leggere fosse una pratica zen
ARTICOLO ENG  |  IL TASCABILE CHIARA PALMERINI

Marie Mondo, nota guru del riordino, ha sollevato non poche polemiche suggerendo di disfarsi dei libri per sgombrare "il superfluo" dai nostri appartamenti. Ormai con le copie digitali nulla va perso, mentre i cartacei prendono polvere e basta. Ma davvero si può fare ormai a meno dei libri cartacei? La lettura è una tecnologia che, come tante altre, si è evoluta con i tempi. E che nel suo mutare siamo cambiati anche noi come lettori.


  ➭ Libbri 


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Siamo ancora bravi ad innovare?
PODCAST ENG  |  ITALIAN INNOVATORS LUCA COTTINI

Italian Innovators è un progetto di Luca Cottini, professore associato di Studi italiani all'Università di Villanova. Il podcast racconta le storie di grandi italiani moderni nel campo della moda, della tecnologia, degli affari, della musica e del design dal 19esimo secolo ad oggi. Ritroviamo personaggi come Gae Aulenti, Michele Ferrero, Camillo e Adriano Olivetti e Milena Canonero. Tempo 15-20 minuti per ogni immersione. 


  ➭ Leonardo 


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C’è ancora speranza per modificare i bias degli algoritmi
ARTICOLO ENG  |  NEW YORK TIMES SENDHIL MULLAINATHAN

La discriminazione razziale da parte di algoritmi o da parte delle persone è molto dannosa. Gli algoritmi e gli umani differiscono però su cosa si può fare riguardo al bias una volta che è stato individuato. Cambiare il cuore e la mente delle persone non è semplice, cambiare gli algoritmi è più facile: il software di un computer può essere aggiornato, mentre il nostro cervello si è finora dimostrato molto meno flessibile.


  ➭ 010101 


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