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Attendere il corso degli eventi, attendere di avere maggiori informazioni, attendere perché hai già fatto la tua parte e il gioco non è più nelle tue mani. In altre l'attesa è qualcosa che scegliamo consapevolmente. Tocca a te, ma attendi, perché non sei pronto per la prossima mossa, perché è bene prendersi una pausa di riflessione e dormici su o perché non c'è alcuna fretta di decidere. Spesso associamo attendere a procrastinare, eppure spesso potremmo rimandare a domani ciò che possiamo fare oggi e... attendere, perché ci sono cose più importanti che hanno bisogno della tua attenzione, come curare le tue passioni, dedicare tempo ai tuoi cari o semplicemente rilassarti senza fare nulla, perché per oggi hai dato abbastanza.
INIZIAMO!
Marco Aurelio è uno dei personaggi simbolo dello stoicismo. Questa filosofia, oggi di nuovo in auge, cerca di dare valore a ciò che conta veramente, riducendo il superfluo e le preoccupazioni conseguenti. Gli scritti di Marco Aurelio sono uno stimolo a riflettere sui nostri impegni quotidiani, su ciò che genera affanno e preoccupazione, spesso inutilmente. Paradossalmente, ma neanche troppo, Marco Aurelio ci incita a non aspettare. Non aspettare di cambiare punto di vista, di smettere di preoccuparci del futuro o della morte, di vivere la vita che vogliamo. Il momento è adesso. La vita non aspetta e scorre inesorabile.
A volte è meglio non aspettare:
 
"Non vivere come se avessi ancora migliaia di anni davanti a te: t’incalza, veloce, il destino. Finché vivi, finché ti è possibile, diventa virtuoso."
 
Tratto da: L'arte di conoscere se stessi. Pensieri di Marco Aurelio (Newton Compton Editori)
Attendere è legato alla cultura, alla storia e alla tecnologia. Jason Farman tratta il tema sul piano della comunicazione, delle relazioni sociali e delle ricadute in termini di creatività e innovazione. La tecnologia ha velocizzato le comunicazioni interpersonali a un ritmo che ora consideriamo perfino eccessivo, eppure non è sempre stato così. Oggi ci annoiamo in meno di un minuto senza far niente e prendiamo in mano lo smartphone come un riflesso automatico. Dare una prospettiva storica all'arte di aspettare ci aiuta a capire meglio il nostro rapporto con il tempo e a riflettere sui nostri comportamenti quotidiani.
 
Delayed Response: The Art of Waiting from the Ancient to the Instant World di Jason Farman (Yale University Press, 2019)

La recensione di Los Angeles Review of Books
Jason Farman, autore del libro citato in precedenza, è stato intervistato da Knowledge@Wharton, il podcast (in inglese) della Wharton School dell'Università della Pennsylvania. Il tema è l'arte perduta del saper aspettare, in cui l'autore ripercorre i temi principali del libro. La trascrizione dell'intervista è un'ottima occasione per allenare la propria comprensione dell'inglese. Il podcast è ricco di analisi sul piano economico.
 
Ascolta: Is waiting a lost art?
Il giornalismo non è soltanto breaking news e aggiornamenti in tempo reale. Prendere le distanze e affrontare questioni con distacco, anche in termini temporali, può essere utile a ragionare meglio e a dare una diversa prospettiva a ciò che succede intorno a noi. Meno velocità, meno ansia, più capacità di analisi.
Delayed gratification è un magazine che fa di questi principi la propria ragione di essere. Un magazine e non un sito di news, con un blog che segnala il meglio dei contenuti giornalistici apparsi sulla rivista. Online c'è poco, se non lo spunto per cambiare approccio all'informazione e prendere confidenza con il concetto di slow journalism. Scoprirai che informarsi non significa dover aggiornare la pagina del tuo giornale preferito ogni 5 minuti o controllare compulsivamente Twitter o Facebook a caccia delle ultime notizie condivise dal tuo network. Una boccata d'aria fresca.
 
Delayed gratification
Il test del marshmallow è alla base di una ricerca sul vantaggio del saper aspettare. Vantaggio che si traduce in un maggior successo nella vita.

 
 
Il silenzio aiuta a sospendere il tempo. Non c'è televisione o radio in sottofondo che danno il ritmo al tempo che scorre. Il silenzio attutisce i sensi e ci aiuta a fare spazio al pensiero o alla concentrazione, se stiamo lavorando.
 
Qui e ora: silenzio, per pensare meglio dal blog de La Masterclass.


 
Tra le bevande che rappresentano l'arte di aspettare c'è il tè.
Senza dover arrivare alla cerimonia del tè, rito molto serio e articolato proprio del Giappone, il mio invito è di scaldare una teiera o una tazza d'acqua, senza necessariamente farla bollire, per ritagliare un momento per una infusione. Scegli ciò che vuoi infondere e fai attenzione ai tempi di infusione. Attendi il tempo necessario prima di togliere la bustina o il filtro e sorseggia l'infuso finale come se avessi tutto il tempo del mondo. La pratica di infondere non solo ha dei benefici dovuti a ciò che si infonde - tè verde e karkadè (ibisco) tra tutto - ma anche per la pace interiore che infonde, scusa il gioco di parole, l'attendere il momento giusto per sorseggiare la nostra bevanda calda. Può essere una pausa di metà mattina o metà pomeriggio, oppure un dopo pranzo o un dopo cena. Consigliato soprattutto ai bevitori seriali di caffè al volo.
L'attesa, 2015. Regia di Piero Messina
 
Bisogna avere la consapevolezza che si tratta di un film legato da un filo conduttore flebile, non per compattezza ma per significato, a tratti ermetico; proprio per questo guai perdersi solo una scena.
La cosa pratica da svolgere questa volta è stare con le mani in mano, senza far niente. Facile a dirsi, meno a farsi, considerando che molti preferirebbero darsi una scarica elettrica piuttosto che stare soli con i propri pensieri. Il mio suggerimento è di provare a meditare. Trova un angolo della casa tranquillo, meglio se di fronte a una parete spoglia, così da ridurre al minimo o a zero gli stimoli sensoriali. Metti a terra una coperta o un tappetino sul quale sederti comodo a gambe incrociate, oppure usa una sedia. Se a terra, usa un supporto, così da avere le ginocchia alla stessa altezza delle gambe e favorire la circolazione sanguigna. Stai seduto eretto con le mani sui fianchi. Metti un timer di 5 minuti e incrementalo a 10, 15 e 20 minuti, settimana dopo settimana. In questi minuti, a occhi chiusi, prova a concentrarti soltanto sul tuo respiro. Respira lentamente, con il naso a bocca chiusa. Fai un lungo espiro, seguito da un lungo inspiro. Se ti rendi conto di stare pensando ad altro, non frustrarti ma torna a pensare al respiro. Se ti può aiutare, prova a sentire l'aria che esce ed entra dalle narici. Cerca di usare, lentamente, il massimo della tua capacità polmonare, respirando con l'addome (il diaframma), con il torace e con le spalle. Con un po' di pratica vedrai che sarà più facile un respiro lungo e lento. Prova poi a mantenere la stessa frequenza di respiro durante il resto della giornata. Prova a dedicare spazio a questa pratica tutti i giorni, in un momento tutto per te.
SIAMO GIUNTI ALLA FINE
A volte è un bene attendere, altre è bene agire senza indugio.
In giorni come questi l'arte di pazientare è qualcosa che tutti dobbiamo esercitare. Spero che il periodo di isolamento sociale duri il meno possibile, ma anche da un momento difficile come questo possiamo cogliere l'occasione per migliorare noi stessi.
Facciamone tesoro.
Grazie per l'attenzione
 
Un caloroso abbraccio e alla prossima lettera.
 
Luca Conti
 
P.S.
Per onestà intellettuale ti devo informare che l'esperimento del marshmallow ha fallito al tentativo di essere replicato, come molti altri studi psicologici.
Il metodo scientifico è anche questo.
 
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